Mi sento la stanchezza addosso, ho il cuore dentro un fosso.
Cerca di risalire ma batte a più non posso.
Svengo e mi ritrovo in un posto dove tutto è nero e rosso.
Sembra l’inferno, dove c’è un grosso muro che mi schiaccia l’anima e mi sento infermo.
Cerco una via di uscita ma non la trovo.
Resto li giorni e giorni, divento scherno.
Niente cibo, niente acqua ma la cosa che più mi manca è l’amore.

M.A.

Non scrivi in modo contorto. Scrivi in modo vero, sei tu. Bye. -A (:
Anonimo

Mi fa molto piacere che tu dica così.
Mi piace la gente che mi capisce anche quando è praticamente impossibile capire. Grazie :)

Probabilmente non leggerai mai queste mie parole. Ma non mi importa.
Volevo ringraziarti perché come padre ci sei sempre stato.
Mi ritengo un ragazzo iper fortunato.
Non mi hai fatto mai mancare niente, sia come affetto che come doni.
Penso a tutte quelle persone che non hanno un papà e mi viene una tristezza immensa.
Vorrei donare un pezzo di te a tutti loro per fargli capire cosa vuol dire avere un vero padre.
Sei il mio esempio.
Mi hai insegnato come funziona la vita, mi hai fatto ridere quando si poteva scherzare e mi hai fatto riflettere quando i periodi erano più duri.
Mi hai assistito sempre, nel bene e nel male.
Mi hai educato come si deve e mi hai fatto diventare un vero uomo.
Avere un papà è la cosa più bella del mondo, vorrei essere un po’ il papà di molte persone.
Comprensibile, che sa ascoltare, che aiuta a risolvere tutti i problemi, anche i più difficili.
Di solito non ti dimostro molto affetto ma questo perché, come sai, mi piacciono le parole ma preferisco i fatti.
Non penso di essere un figlio perfetto ma voglio dirti solo una cosa: sono felice e sono sicuro che a te basta questo.
Ho fatto scelte discutibili ma erano mie scelte.
È la mia vita.
E tu ne fai parte.
Mi spiace un casino che il nonno ti abbia lasciato così presto.
Sarebbe ultra fiero di te, ne sono certo.
Sono sicuro di questo.
Saresti il suo eroe perché sei il mio eroe.
Auguri papi ❤️

M.A.

Non riesco a “fare gli auguri” alle donne.
Non so perché. So che è la loro festa ma non mi viene proprio.
Quello che voglio dire loro è “solamente”: Grazie.
Grazie di tutto, perché il mondo è tutto e il mondo siete voi.
Donne.

M.A.

Ti senti più un sofista o un socratico?
Anonimo

È una bella domanda.
Sinceramente non mi sento nessuno dei due.
Un po’ perché sono solo un ragazzo e non posso essere minimamente paragonato a quei personaggi e un po’ perché non seguo nessuna regola o non sto attento a ciò che scrivo. Lo scrivo e basta.
Comunque mi affascinano entrambi i pensieri; penso di essere un tipo razionale, molto razionale, un po’ anticonformista che cerca una qualche verità, anche assurda.
Dei sofisti invece mi piace molto l’arte del persuadere con le parole, i monologhi, quasi fossi un avvocato.
Purtroppo non mi ritengo bravo in nessuno dei due casi ma non mi importa tanto.
Quello che voglio è trasmettere qualcosa alle persone: sensazioni, sentimenti, impressioni.
Non voglio essere uno che pensa di sapere come vada veramente il mondo ma voglio essere uno spunto di riflessione.

Non ho proprio risposto alla tua domanda ma spero di essere stato esauriente e di essermi fatto capire.

Pensare con la testa.
Agire con il cuore.

M.A.

Ehi ciao, puoi innamorarti di me?

Perché vorresti che mi innamorassi di te? Lo prendo come un complimento :)

E ogni volta è sempre la stessa storia. Cado e mi rialzo.
Ma con un pezzo di cuore in meno.

M.A.

Ci son giorni che non riesci proprio ad addormentarti.
Ti sdrai sul letto e cadi nel vuoto.
Lame filanti si conficcano nel tuo corpo.
Inizi a sudare.
Inizi a lottare.
Stai diventando pazzo.
O forse hai bevuto troppo.
La delusione ti prende e la tristezza ti perfora l’anima.
Vuoto. Silenzio. Assenza.
Il pensiero degli altri non conta un cazzo.
Ma il tuo si.
Allora non riesci a dormire.
Allora non riesci a staccare.
Bevi ancora un po’ per rendere tutto più bello.
Ma cos’è bello?
Io voglio essere felice.
Provi a risalire e tornare alla realtà.
Ma non ce la fai.
Ci son giorni che non riesci ad alzarti.
Non c’entra un cazzo quanto hai dormito, come hai dormito.
Ciò che conta è quello che farai.
Vorrei non riuscire a dormire dalla felicità, dall’eccitazione.
Ma questo vortice mi porta a spegnere ogni mio senso.
Troppe domande senza risposta.
Il passato ritorna e conta più che mai.
La speranza bussa alla porta ma non la senti, troppo assordante il rumore della delusione.
Allora lentamente scompaiono i pensieri e un altro giorno se ne va.
Ma domani è un nuovo giorno.
Domani è un altro giorno.

M.A.

È che la gente si accorge troppo tardi di cosa aveva fra le mani.

M.A.

Gente invidiosa che scrive male di San Valentino solo perché nessuna gli succhia il cazzo o nessuno le lecca la vagina.

M.A.

Era tutto finito per Jack. Oh, si.
Era così maledettamente insicuro però.
Non sapeva neanche lui perché.
Annegava i pensieri nei bicchieri, si faceva rhum e pera, rhum e pera.
E continuava a leggere Bukowski.
E la vita sembrava avere un senso.
Pensava: eh, cazzo! Si vive una sola volta!
Eh, cazzo. Facile a dirlo.
Non è mai facile, e Jack l’aveva capito.
Per lui non era mai facile.
O se era facile bisognava farlo sembrare più complicato di quello che era, come quando iniziava un discorso e non si capiva mai una sega.
Però tutto aveva un senso.
L’alcool gli faceva scattare il cervello e le sigarette lo facevano parlare a non finire.
Per lui era tutto finito.
Ma era complicato.
I suoi sentimenti stavamo cambiando e si sentiva sempre più intrappolato.
Voleva comportarsi da uomo e così fece.
Non era facile. Ma lui lo sapeva.
Stava perdendo l’anima, l’avrebbe persa tutta.
Così si aprì e disse tutto.
Perse un pezzo di cuore, ma salvó l’anima.
E i bicchieri erano sempre pieni.

M.A.

- Che fai, non mi baci?

- Bo, mi basterebbe solo guardarti.

M.A.

- Dici che è probabile farsi scaricare da una ragazza senza neanche esserci stato assieme?

- Direi che è molto più che probabile. E io ne sono la prova.

- Ah, mi spiace. E com’è? Fa male?

- Certo che fa un po’ male. Ma vedi, io ero incazzato. Ed era un bene. Sei sempre incazzato, ma se sei anche disperato allora è un male. E io non ero disperato.

M.A.

- I really miss you.
- Mi manchi un casino.
M.A.

- I really miss you.

- Mi manchi un casino.

M.A.