Ogni volta che compio gli anni mi viene sempre da pensare a qualche cosa, ormai è un rito.
Collego sempre il numero degli anni a qualcosa d’altro.
Quello che mi viene in mente ora è “21 vittoria, grande baldoria!”. Che in sostanza non c’entra un cazzo perché parliamo di black jack però mi fa rimandare alla mia vita e penso sia un po’ un gioco dove si cerca di vincere.
Qualcuno lo fa correttamente, qualcun altro fa il furbo e “conta le carte”, qualcun altro sta a guardare e qualcun altro ancora da le carte.
Penso sia un po’ così nella vita reale, l’importante è “vincere”.
Ruolo importante è la fortuna, vogliamo chiedere a chi si sente fortunato come sta? E a chi, invece, purtroppo ha avuto mille sfighe?
Si vince, si perde.
Si ride, si piange.
È così che funziona, però l’importante è giocare.
Non buttare via nulla ma tentare.
Quindi adesso sono qui, in questo mondo bizzarro circondato da mille individui diversi.
Ognuno con i suoi pensieri, buoni o cattivi.
A nessuno va sicuramente a genio tutto ciò che fa qualcun altro.
Lo stesso è con me; non ci sarà nessuno a cui va bene sempre ciò che dico e ciò che faccio, ma va bene così, è giusto così.
Si gioca a carte scoperte, altrimenti si rischia di fare la muffa.
Qualcuno mi vorrà più bene di qualcun altro, a qualcuno romperò sicuramente di più le palle e mi dovrà sopportare.
Mi sento già di ringraziare chi mi farà gli auguri, ma non tanto perché mi fa gli auguri, ma perché mi ha pensato, gli ho lasciato qualcosa.
A meno che guardi su Facebook i compleanni che ci sono oggi, però vabbè, almeno mi ha scritto.
Voglio subito ringraziare tutti quelli che mi stanno accanto nelle varie situazioni, dalle più imbecilli alle più serie.
Senza di voi non potrei mai vivere nella “mia” Las Vegas.

"Mi ubriacavo di quegli sguardi..." adoro questa frase e... il tuo blog :)

Grazie mille, sono lusingato :)

Lei sul cubo, io in pista.
Che cazzo ci facevo lì, io?
Non amavo molto andare a ballare, amavo ballare però.
Lo so, è una cosa strana. Mi piaceva perchè mi lasciavo andare, solo che la gente mi rovinava questo momento, andava lì per fare tutt’altro.
Non ce la facevo.
Eppure quella sera i miei amici riuscirono a trascinarmi nella mischia.
Lei era sul cubo e mi guardava.
Pensavo: “Ma che cazzo vuole? Perchè mi guarda?”
Non aveva senso.
La solita serata era sbronzarsi a casa o in qualche bar, da solo o in compagnia.
Ma quella sera no, mi stavo facendo del male.
Pensavo che qualche donna ci sarebbe stata, senza fare nulla.
E mi sbagliavo. “Ma perchè?” Mi domandavo.
Ogni donna che mi guardava negli occhi mi stregava e tutto si fermava.
Cioè, tutto andava avanti e il mio cuore cercava di correre più forte.
Nulla di che, ma cazzo, che figata.
Mi ubriacavo di quegli sguardi.
Bicchiere in mano o occhi negli occhi.
Era tutta illusione. O forse no?
Cercavo di fregarmene perchè era fottutamente bello.
Ma ogni volta andava così.
Che cazzo avete negli occhi, stramaledette bastarde?

Oggi starebbero stati 41, anzi, sono 41.
Auguri grande.

Oggi starebbero stati 41, anzi, sono 41.
Auguri grande.

Ora sono qui. Penso a come sia dura.
Una vita davanti eppure mille ostacoli.
Ma qualcosa mi aiuta. Qualcosa sopraggiunge.
Non capisco più un cazzo e sbaglio sempre a scrivere, ma mi correggo.
Ora collasso sul divano senza più sentire niente.
E’ tardi ma non è mai troppo tardi per bere.
Così penso a molte persone e mi torna il sorriso.
Non so se sia l’alcol o la mia testa.
Per me è solo l’alcol che fa funzionare la mia fottutissima testa.
E la verità viene fuori.

M.A.

Sarà una frase un po’ commerciale, un po’ una frase fatta, scontata.
Però Tumblr, cazzo, è la mia seconda casa.

M.A.

Sono assonnato, non dormo, bevo disaronno. Non bevo borghetti altrimenti ciao mondo.
Forse sto facendo troppa pubblicità ma è così che succede.
Domani un’altra fatica.
Oggi un altro bicchiere.

M.A.

Cielo stellato. Puzza di bruciato.
Un continuo contrasto che caratterizza la mia vita.
Momenti belli e momenti brutti.
Apprezzo ciò che ho, perchè so che è tanto. Anche se non è perfetto.
O forse lo è?
So che il mondo è un infame ma so anche che c’è qualcuno con un po’ di zucchero nell’anima che ci consola.
Eppure è così difficile, a volte. Eppure lo è tanto.
Le mie ossa cigolano dalla stanchezza che mi pervade ogni giorno.
Non voglio dormire, non voglio perdere tempo.
Cerco di rilassarmi, mi butto sul letto, cuffiette.
Addio mondo, non me ne frega un cazzo di te.

M.A.

Mi ero persa, tra le tue parole.

Mi fa davvero piacere. Grazie

Cerchi amici veri su internet forse perchè quelli nel mondo reale sono finiti.

M.A.

E anche oggi, qui, con la notte, a guardarci in faccia.
Muscoli senza dei, senza ossa.
Solo spazzatura intorno.
L’abisso della civiltà tocca il fondo e l’anima si stringe a più non posso quasi a strozzarsi. Il vento fa respirare un po’ d’aria malsana e le vie di respirazione funzionano così male, affannate dal costante stress.
Si cerca uno spiraglio ma non si trova una beneamata minchia.
Si prova sempre ma sempre si viene respinti.
Da una costa all’altra traballiamo e ci sentiamo vuoti.
Amici, amore, famiglia, traballanti.
Nessuna più certezza esiste ora, adesso.
Ti domandi che cazzo stia succedendo.
Ti ripeti che non è più lo stesso ma non capisci proprio perchè.
E le persone deludono e le pubblicità illudono.
Grandi cartelloni appesi alla nuca per farsi vedere, per farsi comprare.
Mi chiedo perchè la gente si venda così.
Stento a trovare il senso logico di tutta questa sequenza con il comportamento di chi ho intorno.
Esausto da questo continuo sperare non so come comportarmi.
E cerco una via d’uscita, un’alternativa, un qualcosa che mi dia del potere morale.
E così mi accascio sul letto e spero di riuscire ad addormentarmi subito.
Ringraziando chi o cosa mi abbia fatto nascere qui, perchè nonostante tutto sono fortunato.
Mi faccio avvolgere dal momento ed escludo tutto ciò di nocivo che mi disgusta.
Stomaco aggrovigliato, intrecciato, spappolato.
Le viscere rompono i coglioni e io le scaccio via, o almeno ci provo.
Un’estate che si conclude ma che veramente non c’è mai stata.
Un altro sasso sulla schiena e continui a non capire da dove cazzo arrivino.
Tutti questi sassi, tutti questi stronzi.
Per fortuna riesci a fottertene e rimbocchi le coperte perchè così stai meglio, sei più al sicuro.
La notte arriva, tsunami di pensieri e terremoto di emozioni.
Un respiro. Due respiri. Un sospiro. 
E buona notte a tutti.

M.A.

Non sono abbastanza ubriaco per scrivere cose con i controcoglioni. Quindi perdonatemi, cercherò una bottiglia appena possibile.

M.A.

Quattro ragazzi che bevevano.
Non sapevano il loro destino ma sembrava tutto già segnato.
La vita e una borsa di sogni avevano.
La sera pensavano a come sarebbe andata a finire, a come andrà a finire.
Le loro idee non trovavano più posto in questo mondo selvaggio.
Allora tutto si fermava.
Viaggiare era la chiave.
Si, ma con quali soldi?
Mille problemi. Erano giovani e arrabbiati con il mondo.
I bicchieri di vetro si rompevano, le bottiglie si spezzavano e l’anima si bucava. 
Sembrava non esserci più la speranza. E la mattina era sempre più difficile.
Era rimasta una cosa, l’amicizia.

M.A.

Lana del Rey mi spacca troppo, in senso positivo. Al diavolo la depressione e stronzate varie.
Non per fare il moralista ma purtroppo è una cosa più seria.
Come Lana del Rey, fottuta artista, cantante.
Born to Die, la sto ascoltando adesso e sto facendo un gioco.
Sto scrivendo tutto quello che mi viene in mente.
La musica è un po’ come l’alcol, fa parlare.
A volte faccio partire una canzone, come sto facendo adesso e inizio a scrivere qualcosa, la prima cosa che davvero mi capita in mente. 
Dopo, quasi non rileggo neanche più. Non so perchè.
Leggo per vedere se le parole sono scritte in modo corretto, basta.
Provate anche voi, fate partire una canzone che vi piace o una che vi ispira.
E come se ci parlaste sopra, scrivete. Nella vostra mente appare tutto così dolce, bello.
Senza ascoltare veramente la canzone, solo come sottofondo.
E bum! Emozioni, emozioni, emozioni!
Mi aiuta a scrivere, mi piace farlo così. 
Non è facile e non è che scriva cose di chissà che portata però va così: nati per morire, quindi vaffanculo a quello che pensa la gente.
Adesso sta finendo la canzone, se vi va provate a rileggere con la canzone in sottofondo. Ovviamente il tempo che ci si mette a scrivere è tanto, infatti ora non sarò arrivato neanche a metà canzone.
Provate, con qualsiasi canzone vogliate.
Ciao a tutti. 

M.A.

Era notte. Tutto era blu.
C’era un grosso uomo vestito di nero che veniva verso di me.
Io gli dicevo: “Cosa vuoi da me? Ma dici a me?”.
Iniziava a correre. Veniva verso di me veloce.
Non capivo.
Arrivò verso di me e mi abbracciò.
Ero troppo fatto.
Mi stringeva forte, forte.
Era fatto di felicità.
Non riuscivo a guardargli la faccia.
Alzò la testa e mi guardò in faccia.
"Eccoti qua, eccoti qua. Ti stavo cercando."
Il fottuto paese dell’Arizona in cui ero scappato sembrava così piccolo, famigliare.
Lo riconobbi e tutto esplose.
Mi scese una lacrima che neanche dio avrebbe visto.
Tutte le luci giravano ma lui era lì, fermo.
E la musica assordava le mie orecchie a cui non fregava un cazzo di quello che stava accadendo perchè il mio amico mi aveva trovato.
Ero troppo romantico cazzo.
Con note di chitarra in sottofondo mi sembrava l’inizio di un sogno.

M.A.